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No problem

L'altra settimana.
Ceneri.
Giornate di digiuno.

Cazzo mangi?
Nel mio frigo cosa c'è secondo te?
Salame industriale, mozzarella scaduta, pomodori verdi, polenta istantanea fatta 2 settimane fa e pancetta a cubetti.

Mh.
Vado nel settore scatolame.
Ci trovo un vaso da mezzo chilo di fagioli borlotti.
Li mangio vè.
Tutti. Altrimenti cinghia.

Risultato.
Pancia gonfia. Movimenti intestinali che non ti dico.
In macchina il giorno dopo sembrava il primo dell'anno. Sparavo dei botti che non ti dico.

Pem! Pemmmm!
Prooooot.

Mi viene in mente di quella volta che tutto fiero stavo andando a prendere la mia exxxx morosa per andare al cinema.
Ero a bordo della mia exxxx Y10 nera.
Freddo boia. L'inverno più rigido degli ultimi cent'anni. Pioveva di brutto. Finestrini tappati. Aria condizionata a manetta. Differenza di temperatura tra interno ed esterno 40 gradi.
A un certo punto la tragedia. Pancia improvvisamente gonfia.
Comincio a sparare dei peti leggerissimi alzando leggermente la chiappa, poi cominciano dei botti terrificanti. Il tutto comunque con nonchalance, e annuso compiaciuto. Sembrava il carnevale di Venezia, l'odore che si era creato era invece simile alle fogne di calcutta.
Dicevo. Finestrini chiusi.

Senza accorgermi arrivo a casa della tizia. Lei è già lì col suo ombrellino di Hello Kitty Caga che mi aspetta.

Fuori la tregenda, dentro la macchina un caldo torrido e l'odore di una discarica marcia.
Lei sta per salire, tu improvvisamente consapevole del rischio, tenti l'ultima mossa.
- Aspetta! giro la macchina!
E tenti un inversione con un decimo di finestrino aperto,sperando che la clemenza divina faccia entrare un po' di aria buona per purificare l'aria immonda.

Lei sale, annusa e ti guarda con una faccia tra lo schifo e la compassione. Tu con la faccia da culo più grande della storia fai finta di nulla.

Lei continua a guardarti e ti dice:
- vuoi andare in bagno a casa mia?
Tu, che mai sei stato a casa sua, all'inizio dici di no ma poi i dolori sono talmente forti che accetti, anche perchè di farla nei cessi alla turca del cinema non se ne parla nemmeno.

Entri in casa e saluti.

Ci sono nell'ordine papà, mamma, zio, zia, nonna e cane seduti sul divano in un silenzio agghiacciante.
Ti fiondi in bagno che si trova a un centimetro dal divano, diviso solamente da una parete in cartongesso.

Pensi: ma perchè cazzo non parlano, non accendomno la tivù, non battono le mani, perchè minchia il cane non abbaia? perchè porcaputtana?

Ti siedi nella tazza e piangi, sottovoce, perchè c'è talmente silenzio che potrebbero sentirti.
Un rivolo di sudore ghiacciato ti scende dalla fronte, il tutto facendo uno sforzo immane con i muscoli del culo per trattenere la vergogna.

Non puoi farla. Potresti produrre dei suoni che dopo è meglio se stai chiuso nel bagno tutta la vita.

Esci senza avere prodotto nulla, la testa imperlata di sudore per lo sforzo immane, e saluti sconsolato e tra atroci dolori ti avvi all'uscita.

Il padre si alza, ti stringe la mano e ti dice:
- piacere di averti conosciuto!
e ti da una gran pacca sulla spalla.

Quella pacca sulla spalla ti fa sussultare tutto ed è l'inizio della tua fine.

Pem! Pemmmm!
Prooooot.

Fu l'ultima volta che vidi quell'allegra famigliuola.

Pubblicato il 11/2/2008 alle 18.49 nella rubrica Diario.

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