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Questa lettura è un caciucco di coglionerie - I. Montanelli
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28 agosto 2007

La (s)coppia

Ecco. Ti capita di andare alla festa di benvenuto di Alessia, la bimba appena nata di due cari amici. L'ambiente è festoso ma soprattutto familiare. C'è la porchetta, il prosciutto cotto nella brace, le verdure grigliate, l'aperòl, la birra, l'absolute e la gnocca.
C'è la musica, si gioca, si scherza, si ride, c'è l'udinese che pareggia al 92esimo contro quella squadra della minchia che nel campionato italiano di calcio schiera 11 stranieri.

Tutti contenti, sbronzi ma felici ed emozionati.

Vedi?
L'amore produce amore.
Credo che in una coppia, il collante e il segreto di per stare insieme felici il più possibile sia la comunicazione.
E loro, i miei cari amici, comunicano tanto.
Una comunicazione fatta di mille cose. Parole, gesti, comportamenti, rutti e bestemmie, buon senso e un pizzico di sopportazione.

Cosa ci vuole anche per me? Basta trovare la tizia giusta e il gioco è fatto. La comunicazione perfetta è una conseguenza.
Sarei felice per l'eternità.

Facile.
Facile un cazzo.

Comunicare è la cosa più difficile al mondo. Potete vederlo voi stessi osservando le coppie in certe situazioni.

Tipo.
La coppia al ristorante.
Li vedi da lontano, i due sfigati, in un tavolo all'angolo.
Si guardano in giro, hanno le mani incrociate, ogni tanto incrociano lo sgurado e abbozzano un sorriso di circostanza.
La caratteristica è che non parlano per tutta la cena. Cercano disperatamente un argomento da intavolare ma le uniche cose che dicono sono delle ovvietà racappriccianti:

hai visto che bei quadri hanno appeso ai muri? Hai visto che in questo ristorante ci sono addirittura le finestre?

oppure dopo che uno dei due è stato al bagno

Minzega. Qualcuno ha cagato fuori dalla turca e non ha pulito. Che inciviltà.

Ma se non parlano tra loro nemmeno in una cornice elegante come un ristorante cosa minchia stanno a fare insieme? Su cosa è basato il loro rapporto?
Che la felicità si trovi nella mutanda di lui?
Sintomo di un rapporto quasi alla fine.

Oppure la coppia che si sposta in auto.
Sono lì mummificati che guardano avanti senza trovare lo straccio di un argomento.
L'unico scambiodi battute è questo:

Va bene la musica? ti piace Vasco rossi?

F
ine. Silenzio.
Sono lì che si spremono in quattro per intavolare il discorso, ma la tensione produce solamente alito marcio.
Hai una reset per caso?
Che tristezza.
Sintomo di un rapporto stanco, molto stanco.

Poi ci sono le coppie che comunicano tra di loro.
Eccome se comunicano.
Ma in maniera sbagliata.
Insulti e ripicche a ripetizione.
Ogni occasione è buona per litigare. Sono lì che s'incazzano tra di loro per un nonnulla. Una virgola non messa in un sms, un ritardo di 5 minuti, le unghie dei piedi troppo lunghe.
E via a giustificarsi anche quando non serve.
E nel giustificarsi si peggiora ancor di più la situazione perchè in realtà non ci si voleva giustificare così. Volevi dire colà.
Sintomo di un rapporto inesistente. Si sta assieme solo per sfogarsi con violenza. In questo caso non serve un compagno, ma è sufficiente un punchingball. Almeno con il punchingball quando hai finito, ti sei sfogato e stai bene.

Alcune delle mie storie sono andate proprio così. E inesorabilmente finivano.
Storie fatte anche di frasi finte:

Mi fai sentire in paradiso, sto da dio con te, con te provo delle emozioni mai sentite che mi sembra di stare con i santi.

E allora perchè minchia mi avete mollato?
Ste stronze.

Una volta una tizia definì la nostra storia così.
Io starei bene con te anche in una vasca di merda.
Sarà un caso, ma quella storia non è finita.

Essere associato alla merda e non a Dio o ai santi mi ha dato grandissima fiducia per il mio futuro.

Come dicevano i miei genitori in chiaro dialetto trevigiano destra livenza:
Par rivar in alto, se gà de magnar anca la merda.

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