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Questa lettura è un caciucco di coglionerie - I. Montanelli
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26 giugno 2006

Senza parole

Una giornata di quelle da incorniciare mica no. Un gruppo di perfetti sconosciuti che si incontrano e interagiscono senza sbagliare una mossa, tutto come da progetto. Giornata memorabile.

Milano è stata solo una splendida cornice. Sarebbe andato benissimo anche il cesso dell’autogrill di Gonars Est.

La partenza con il treno e la bocca ancora impastata dalle vodka absolute bevute 2 ore prima, l’arrivo, la camminata lenta lungo il binario, le mani in tasca, il colletto della fred perry tirato su alla Cantonà giusto per nascondere l’emozione, l’incontro.

“E’ arrivato Mora!”
Minchia. Mi sembrava di essere Inzaghi. La sensazione di essere famosissimo. Anche perché le facce di quelli che mi avevano accolto non le avevo mai viste nemmeno per sbaglio. Ma chi minchia siete?
Rosario… chi ti immaginava alto un metro e trenta?
Riccardo… chi ti riconosceva con quel cappellino e quegli occhiali stile “l’uomo che non deve chiedere mai”?
Graziana… chi ti riconosceva con quell’occhio (troppo) furbo lì?
Silvia… Chi?
Alessia… Chi ti riconosceva se non dicevi in romanesco “ ahò. E’ arrivato quer buzzicone der morazza!”
Rossano… Chi ti riconosceva con quelle gambe bianchissime e senza pelo stile pittbull davids?
E via via tutti gli altri. Bellissimi.
“Ma te sei uguale come nel blog!”
E come dovevo essere? Una pelata fashion non è che la camuffi facilmente.
“Quando ho letto che venivi, sono venuto anch’io”
Vecio Riccardo. Se me lo diceva una gnocca era meglio eh…
“Tò. Questo è per te”
Cazzo. I regali. Da due persone davvero speciali. Quando morirò mettetemeli dentro la cassa da morto. Attenzione a non sballottarla troppo sta cassa da morto, che se parte la mucca è un casino. Grazie a tutte le altre che non mi hanno portato gnente di gnente.

Poi il ristorante, le risate, gli abbracci, gli sguardi, i sorrisi, quella gnocca di Daniela, il sudare come maiali, il parco, il pallone con le firme, il rientro con rossano autista che commette in un quarto d’ora infrazioni per 1.800 punti, i saluti, i baci sudati, il treno che parte, la lacrima che scende, la coincidenza che a mestre ha due ore di ritardo.

Emozioni che terrò dentro di me per sempre.
Facce che non dimenticherò mai più.

Purtroppo oggi è un altro giorno.




Vasco Rossi - Senza parole




permalink | inviato da il 26/6/2006 alle 12:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (66) | Versione per la stampa
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